lunedì 7 novembre 2011
sabato 5 novembre 2011
Siamo fatti di polvere di stelle
Quanti disastri stanno affliggendo il nostro povero paese già messo duramente alla prova da una crisi economica senza eguali!
Quando la natura si ribella e scatena la sua violenza non c’è scampo! Troppi segnali di allarme ci sta lanciando il nostro pianeta, ma pare che nessuno voglia accettare che tutto, di sicuro, dipende dai disastri ambientali, dall’inquinamento, dagli esperimenti nucleari e da tanti altri fattori nei quali c’è la mano dell’uomo che manomette e manipola e che ha portato allo scompenso del nostro ecosistema!
Eppure c’è indifferenza nei confronti di queste problematiche, si pensa ad altro, si pensa al potere e ci si rifiuta di prendere seri provvedimenti!
Il clima in Italia è cambiato, temperature pazze in ogni stagione, alluvioni, trombe d’aria, pare di vivere in paese con clima tropicale con piogge monsoniche sempre in agguato, bisognerebbe prendere coscienza e cercare di riparare ciò che può ancora essere recuperato!
giovedì 3 novembre 2011
La bambina dagli occhi tristi
La bambina dagli occhi tristi, ritagliava la carta per costruire un aquilone che un bel dì l’avrebbe portata lontana.
E mentre ritagliava, dai suoi occhi neri lacrime di tristezza colavano e bagnavano quel grande foglio di carta bianca che pian, piano, si tingeva d’azzurro come il colore dei suoi sogni.
Quando l’aquilone un giorno fu terminato, la bambina decise di liberarlo per vedere dove sarebbe arrivato.
Ma una volta c’era poco vento … un’altra c’e n’era troppo … al tentativo successivo c’era la nebbia a toglierle la visuale.
Così passarono degli anni.
Un giorno l’aquilone disse alla bimba dagli occhi tristi: “Perché non proviamo un volo che oltrepassi le nuvole. Potremo vedere cosa c’è!”
Alla fanciulla brillarono gli occhi dall’entusiasmo, legò un lembo dello spago all’aquilone mentre l’altro lo annodò al polso.
Poi sporse l’aquilone fuori dalla finestra e si affidò alle possenti ali dell’aquilone per quella che sarebbe stata un’avventura straordinaria.
L’aquilone si adagiò verso il basso, ma poi con un colpo di coda riacquistò quota, mentre la bambina era sempre aggrappata al filo.
Le correnti erano loro favorevoli, l’aquilone fremeva di gioia, visto da terra sembrava grandioso, come un enorme aereo di carta e la bimba non aveva più gli occhi tristi, ma sorrideva come se lo fosse stata da sempre.
Prima di raggiungere le nuvole, un generoso raggio di sole accarezzò i due viaggiatori.
L’aquilone atterrò e dal loro punto di osservazione intravedevano case di cioccolato, lampioni di zucchero filato colorato che trasmettevano luci soffuse e poi bambini, tanti bambini felici che giocavano con giocattoli mai visti prima.
Che mondo era quello? Perché nessuno gliene aveva mai parlato?
La fanciulla venne avvicinata da un bimbo che sorridendogli gli disse:
“Vuoi una patatina? Tieni, prendine quante ne vuoi, ma ti avviso che tanto qui non ti serviranno penne magiche. Qui sarai felice per sempre. La tua penna puoi gettarla via!”
La fanciulla fiduciosa lanciò lontano la penna e prese una manciata di patatine.
La nuova vita era appena iniziata.
E mentre ritagliava, dai suoi occhi neri lacrime di tristezza colavano e bagnavano quel grande foglio di carta bianca che pian, piano, si tingeva d’azzurro come il colore dei suoi sogni.
Quando l’aquilone un giorno fu terminato, la bambina decise di liberarlo per vedere dove sarebbe arrivato.
Ma una volta c’era poco vento … un’altra c’e n’era troppo … al tentativo successivo c’era la nebbia a toglierle la visuale.
Così passarono degli anni.
Un giorno l’aquilone disse alla bimba dagli occhi tristi: “Perché non proviamo un volo che oltrepassi le nuvole. Potremo vedere cosa c’è!”
Alla fanciulla brillarono gli occhi dall’entusiasmo, legò un lembo dello spago all’aquilone mentre l’altro lo annodò al polso.
Poi sporse l’aquilone fuori dalla finestra e si affidò alle possenti ali dell’aquilone per quella che sarebbe stata un’avventura straordinaria.
L’aquilone si adagiò verso il basso, ma poi con un colpo di coda riacquistò quota, mentre la bambina era sempre aggrappata al filo.
Le correnti erano loro favorevoli, l’aquilone fremeva di gioia, visto da terra sembrava grandioso, come un enorme aereo di carta e la bimba non aveva più gli occhi tristi, ma sorrideva come se lo fosse stata da sempre.
Prima di raggiungere le nuvole, un generoso raggio di sole accarezzò i due viaggiatori.
L’aquilone atterrò e dal loro punto di osservazione intravedevano case di cioccolato, lampioni di zucchero filato colorato che trasmettevano luci soffuse e poi bambini, tanti bambini felici che giocavano con giocattoli mai visti prima.
Che mondo era quello? Perché nessuno gliene aveva mai parlato?
La fanciulla venne avvicinata da un bimbo che sorridendogli gli disse:
“Vuoi una patatina? Tieni, prendine quante ne vuoi, ma ti avviso che tanto qui non ti serviranno penne magiche. Qui sarai felice per sempre. La tua penna puoi gettarla via!”
La fanciulla fiduciosa lanciò lontano la penna e prese una manciata di patatine.
La nuova vita era appena iniziata.
IMMAGINA......
Riflettevo oggi, che spesso siamo prigionieri di noi stessi, delle nostre abitudini, della società che ci circonda, ma la mente, attraverso i voli dell’immaginazione, può dilatare spazio e tempo, può trasformare e creare……di qui la considerazione che l’immaginazione è possibilità, la possibilità delle possibilità
Non dimentichiamo mai che la mente è capace di forze straordinarie, di risorse che spesso, per strade diverse, conducono alla libertà interiore, per non morire dentro, soprattutto quando si libera su un foglio bianco.
In un racconto di Borges un condannato legato al palo della fucilazione dilata a dismisura con la mente l’attimo che precede lo sparo, e in quest’attimo compone dentro di sé, parola per parola, il poema che era destinato a creare.
Tanti altri scrittori si sono serviti dell’immaginazione per inventarsi una nuova vita, o per sopportare delusioni, o l’isolamento.
Spesso il corpo è legato ma la mente è capace di volare alto, di andare oltre se stessi.
L’immaginazione è più forte di qualunque barriera fisica o sociale.
Si pensi a Primo Levi, che in una condizione estrema, quella del lager, recitava dentro se stesso Dante e immaginava i versi del suo capolavoro “Se questo è un’uomo”.
Oppure Proust che del suo disagio fisico ne ha fatto materia letteraria.
L’immaginazione è assenza di ostacoli, di paure, è uno strumento sofisticato di cui disponiamo, ma che non sempre prendiamo in considerazione, alienati dalla società del tutto pronto e possibile.
mercoledì 2 novembre 2011
Buco Nero
Nella mia vita ... nella mia vita è come se ci fosse un grosso buco nero.
Un buco nero che contiene tutte le cose brutte, tutte le cose che non sono mai riuscita a risolvere, quei comportamenti sbagliati che ho assunto verso di me e verso gli altri , tutti quei rapporti che ho lasciato naufragare senza porre rimedio, forse per ripicca, forse solo perchè ero offesa, forse per noncuranza, o forse anche solo per stupida stanchezza... Ci sono dentro tutte "quelle volte" che avrei dovuto pretendere spiegazioni, quelle volte che avrei dovuto girare i tacchi e andare via ed invece ho sopportato... Ci sono dentro tutti quei gesti non compiuti, o semplicemente compiuti troppo istintivamente...
Ci sono dentro tutte le volte che ho detto "la prossima volta", o "domani chiamo" e poi di volta in volta era sempre uguale... Tutte quelle volte che per chissà perchè ho deliberatamente deciso che non valesse la pena approfondire o cercare un chiarimento al di la dell'intensità del rapporto... ed adesso non so se effettivamente avevo ragione o no. C'è tutto questo nel mio buco nero, situazioni che forse già da tempo dovrebbero essere nel dimenticatoio ed invece di tanto in tanto fanno ancora capolino nel mio presente... Il fatto è che ci sono scelte sbagliate o affrettate che magari a mente fredda o con un pò di razionalità in più avrei portato su un altro livello, non è che siano rimpianti, i rimpianti sono altri, i rimpianti fanno male... questi sono solo finali che avresti voluto gestire diversamente... magari con qualche perchè in più ... magari...
Io lo so che non tutto dipende da me, però del mio buco nero, con me stessa, ne rispondo solo io.
Ma nonostante tutto, nonostante io sappia in cosa ho sbagliato, perchè spesso commetto ancora gli stessi errori? Perchè mi ostino a pensare che certe cose si dovrebbero capire da sole invece di spiegare tutto? Perchè in fondo penso che nel rispetto ci stia bene anche p.e.n.s.a.r.e. ...se si stà o no... nuocendo a qualcuno!
E perchè nonostante io sappia come dovrei, potrei e vorrei essere, non riesco ad arrivarci? boh.... non lo so!
Il fatto è che ogni delusione, ogni pezzetto di te che si portano via, lascia dei segni indelebili e se da un lato si vive le cose con più leggerezza, e si impara ad incassare i colpi senza farsi troppo male, dall'altro è come se non si fosse più in grado di "darsi" senza riserve, non si è più in grado di credere a qualcuno al 100%, facendoci mancare quell'entusiasmo, forse un pò ingenuo, forse così bello... che ci permette di vivere tutto come se fosse la prima volta .
Un buco nero che contiene tutte le cose brutte, tutte le cose che non sono mai riuscita a risolvere, quei comportamenti sbagliati che ho assunto verso di me e verso gli altri , tutti quei rapporti che ho lasciato naufragare senza porre rimedio, forse per ripicca, forse solo perchè ero offesa, forse per noncuranza, o forse anche solo per stupida stanchezza... Ci sono dentro tutte "quelle volte" che avrei dovuto pretendere spiegazioni, quelle volte che avrei dovuto girare i tacchi e andare via ed invece ho sopportato... Ci sono dentro tutti quei gesti non compiuti, o semplicemente compiuti troppo istintivamente...
Ci sono dentro tutte le volte che ho detto "la prossima volta", o "domani chiamo" e poi di volta in volta era sempre uguale... Tutte quelle volte che per chissà perchè ho deliberatamente deciso che non valesse la pena approfondire o cercare un chiarimento al di la dell'intensità del rapporto... ed adesso non so se effettivamente avevo ragione o no. C'è tutto questo nel mio buco nero, situazioni che forse già da tempo dovrebbero essere nel dimenticatoio ed invece di tanto in tanto fanno ancora capolino nel mio presente... Il fatto è che ci sono scelte sbagliate o affrettate che magari a mente fredda o con un pò di razionalità in più avrei portato su un altro livello, non è che siano rimpianti, i rimpianti sono altri, i rimpianti fanno male... questi sono solo finali che avresti voluto gestire diversamente... magari con qualche perchè in più ... magari...
Io lo so che non tutto dipende da me, però del mio buco nero, con me stessa, ne rispondo solo io.
Ma nonostante tutto, nonostante io sappia in cosa ho sbagliato, perchè spesso commetto ancora gli stessi errori? Perchè mi ostino a pensare che certe cose si dovrebbero capire da sole invece di spiegare tutto? Perchè in fondo penso che nel rispetto ci stia bene anche p.e.n.s.a.r.e. ...se si stà o no... nuocendo a qualcuno!
E perchè nonostante io sappia come dovrei, potrei e vorrei essere, non riesco ad arrivarci? boh.... non lo so!
Il fatto è che ogni delusione, ogni pezzetto di te che si portano via, lascia dei segni indelebili e se da un lato si vive le cose con più leggerezza, e si impara ad incassare i colpi senza farsi troppo male, dall'altro è come se non si fosse più in grado di "darsi" senza riserve, non si è più in grado di credere a qualcuno al 100%, facendoci mancare quell'entusiasmo, forse un pò ingenuo, forse così bello... che ci permette di vivere tutto come se fosse la prima volta .
finalmente
finalmente ho aperto gli occhi,
ma si, era tutto lì davanti....in bella mostra, ma io mi ostinavo a non voler vedere,
quello che provo oggi è DELUSIONE....
si DELUSA
e alla fine patisco di più le delusioni da parte degli amici che le delusioni d'amore...
si perchè, per me l'amicizia è davvero molto importante
e le menzogne mi feriscono, specialmente quando non hanno ragione di essere.
Credo di essere una persona comprensiva che non giudica,
perchè non ama i giudizi e ancora peggio i pregiudizi.
I tuoi silenzi mi hanno delusa,
le tue chiacchere su quanto fosse importante per te il mio pensiero, mi hanno delusa
ti sei nascosto dietro parole di cui, secondo me alla fine neanche sapevi il significato
CHIARISCI a TE STESSO , cosa vai cercando poi e solo poi
offri la tua amicizia
se davvero sei la persona sensibile e di cuore che dici di essere
e che io credevo che fossi....
non sminuire così un sentimento importante
come l'Amicizia
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